Perchè installare un erogatore nelle scuole, vantaggi e punti critici
La diffusione degli erogatotori di acqua potabile trattata, detti anche in maniera non corretta “depuratori”, è in forte espansione, tanti sono i fattori che spingono buona parte della società a considerare l’utilizzo dell’acqua di rete affinata per bere sano e con gusto.
Anche nelle scuole italiane e non solo, vediamo una rapida diffusione di erogatori collegati alla rete idrica.

Le motivazioni che spingono ad installare punti di accesso all’acqua di rete
Il tema della comodità e comunque strettamente legato alla formazione ed educazione delle giovani generazioni. Nelle scuole sono spesso presenti le macchine per la distribuzione delle bottigliette in plastica, le cosidette vending machine, generano una produzione elevata di rifiuti e spesso vengono abbandonate un po’ ovunque.
Trasmettere ai giovani l’importanza del rispetto dell’ambiente. insegnare loro quanto siamo importante la risorsa acqua è parte integrante dei compiti di educazione della scuola.
Non è un caso che la recente legge sulle acqua potabili all’articolo 17 ponga con enfasi la questione.
Tutte le scuole di ogni ordine e grado hanno diritto all’acqua potabile

Certo, tutti bevono acqua dai bambini delle scuole materne, per passare alle scuole elementari e alle medie, per finire quasi adulti con le scuole di secondo grado, però bisogna fare attenzione ogni settore presenta aspetti particolari che devono essere ragionati con attenzione.
Le scuole per l’infanzia, e ci riferiamo alle scuole materne ed elementari hanno sempre una utenza fragile che deve essere sempre protetta. Un erogatore d’acqua fredda non sempre è consigliato, acqua sana con ottime caratteristiche organolettiche è più che sufficiente. L’acqua fredda di un ergatore non è detto che sia indicata per tutti i bambini.
Per le scuole medie e superiori gli erogatori possono tranquillamente fornire acqua liscia e fredda, mentre la frizzante è meglio di no, per due motivi: L’acqua frizzante è più una bevanda lagata al piacere, e soprattutto la gestione è assai più gravosa.
I fattori di rischio “tecnici”
Diversi sono gli aspetti da tener presente, alcuni legati alla gestione – conduzione altri alla qualità dell’acqua erogata.
Se l’erogatore è di libero accesso all’utenza, è importante scegliere un modello che sia concepito per la semplicità e una certa robustezza sia nella carrozzeria che nei pulsanti. Grande attenzione de essere dedicato al gocciolatoio (vaschetta raccogli goccia) con uno scarico automatico per evitare facili fenomeni di debordamento.
L’utenza non deve pregiudicare la qualità dell’acqua erogata, il punto di uscita deve essere sempre protetto da involontari contatti.
La responsabilità della qualità dell’acqua erogata nelle scuole
Un erogatore d’acqua potabile in una scuola pone una attenzione particolare sulla qualità dell’acqua erogata. Nelle scuole materne, elementari alle medie, l’acqua deve essere sempre sana e non presentare nessun rischio sanitario. Quattro sono gli aspetti fondamentali.
- Qualità del sistema di filtrazione
- Qualità dell’erogatore
- Qualità della conduzione giornaliera
- Qualità della manutenzione periodica
Il sistema di filtrazione deve rimuovere si gli inquinanti e migliorare le caratteristich organolettiche, ma soprattutto evitare fenomeni di ricrescita microbiologica. E’ consigliato l’uso di filtri a carbone attivo, con sistemi batteriostatici e battericidi, i primi impediscono la ricresciata i secondi eliminano la presenza eventuale di microganismi.
L’erogatore deve essere costruito con idonei materiali, certificati e progettato limitando al minimopossibili zone di ristagno d’acqua.
Il personale deve essere adeguatamente formato sulle operazioni che giornalmente devono essere eseguite, dalla pulizia dei punti di erogazione, allo scarico dell’acqua del sistema raccogli goccia
La manutenzione periodica deve essere fatta con cadenza regolare, da personale qualificato secondo un protocollo chiaro.
E’ il dirigente scolastico il responsabile dell’acqua erogata ?
Il Dlgs 18 del 2023 chiarisce l’aspetto, negli edifici sclastici è richiesta la presenza di un GIDI, ossia un gestore idirico distribuzione interna, che ha il compito di definire i piani di sicurezza dell’acqua per garantire un processo qualitativo adeguato.
Il GIDI è un gestore, raccoglie informazioni, coordina e delega le azioni attraverso un piano redatto con la partecipazione di consulenti esperti del settore. E’ compito del dirigente scolastico individuarlo e nominarlo, in assenza la responsabilità di redarre il piano di sicurezza resta al dirigente stesso.



